Finalmente a Baldur’s Gate

Baldur’s Gate, la grande città mercantile e la seconda metropoli più grande sulla Costa della Spada dopo Waterdeep, il Gioiello del Nord. Fondata sulla riva settentrionale del Fiume Chiontar, la città si trova a circa 30 chilometri dal punto in cui il fiume sfocia nel Mare delle Spade. Il suo porto sempre gremito di vascelli e navi mercantili ha reso Baldur’s Gate luogo cosmopolita, dove si incontrano i commercianti meridionali del Calimshan e i rudi abitanti del nord.

Baldur’s Gate è una città tollerante, anche se non al punto da tollerare l’anarchia o comportamenti lesivi delle persone e delle altrui proprietà. Le guardie cittadine provengono dai ranghi dell’esercito locale, costituito dalla formidabile Compagnia mercenaria del Pugno Fiammante, il cui comandante, Eltan, è anche uno dei quattro Granduchi che governano la città.

Già da lontano è possibile ammirare le strade che convergono verso la possente città, tutta guglie e mura difensive. Le navi alla fonda nel porto sono centinaia, dai colori sgargianti delle vele  e dalle innumerevoli forme. Si distinguono, tra le altre, galeoni amniti e vascelli di Waterdeep, Dromoni calishiti e brigantini delle Moonshae.

Sopra i tetti volteggiano migliaia di gabbiani che stridono spaventati al passaggio di un solitario grifone, in groppa al quale si intravvede un cavaliere dalle vesti svolazzanti. I profili della città sono spezzati dalle torreggianti torri della Sala della Signora, uno dei templi principali
del Faerun dedicato a Tymora, dalle strutture complesse della Casa delle Meraviglie di Gond, il dio degli artigiani.

E tutt’attorno a Baldur’s si estendono a perdita d’occhio campi coltivati e decine di borghi e fattorie che producono il cibo e le materie prime necessarie al sostentamento della grande metropoli.

Un prezioso alleato

Il “Fuoco dal Cielo”. La meteora, un presagio di cambiamento, cadde sulle Colline Trielta in prossimità del Passo di Therno, distruggendo l’avamposto dei Derro di Nizzinzar. Per quelle creature, la stella fu uno strumento di rovina improvvisa, ma per il saggio Shal-Fey, lontano dal luogo dell’impatto, in cima all’osservatorio del Bastione dei Cieli, non rappresentò una sopresa.

È stata la stella a rivelarmi del tradimento ordito dall’infido Piyarz e dai suoi sgherri: il debole Evenay e il cupo Sion”, rivela l’anziano Maestro del Sapere. “La conoscenza del complotto mi ha dato il tempo di nascondermi ed evitare la morte, anche se non ho potuto evitare quella di molti fidati discepoli e di una coraggiosa fanciulla venuta a salvarmi”, la voce di Shal-Fey si fa triste, ricordando i caduti e la compagnia non può che tornare con il pensiero all’orribile morte di Ashanty El Shardon, seppellita all’ombra dell’Edicola di Seluné soltanto il giorno prima.

Ma il tempo del lutto è finito, poiché nuove prove si profilano all’orizzonte”, continua il divinatore a capo del Bastione dei Cieli. “Lo Sputo del Caos è stato neutralizzato e le brame su di esso dell’entità nota come il Grande Mutatore sono state frustrate. Ma quell’essere non è morto e noi tutti ci siamo fatti un potente nemico” … Prospettiva poco allettante.

Shal-Fey non ha finito, però. Prima di congedarvi vi rivela di avere parlato con Shanevel, il Mago della Guerra di Cormyr. “Egli vi attende nella Città di Baldur’s e freme per incontrarvi di nuovo. Il suo cuore è lieto di sapere che la minaccia rappresentata dal frammento di pietra caotica è stata definitivamente sventata, ma chiede la vostra immediata presenza”.

Sospira Shal-Fey. Il tradimento dei suoi, la morte di molti monaci a lui fedeli ha esatto un pesante tributo nello spirito di quest’uomo senza età, né giovane né vecchio, esile come un giunco eppure saldo come una quercia secolare.

Il minimo che possa fare per voi è aiutarvi a rendere rapido il cammino”, riprende il Maestro del Sapere. “Viaggerete su ali d’ombra questa notte e domani mattina vi risveglierete in un boschetto sacro a Seluné, sulle rive del Chiontar a poche miglia di distanza dalle mura di Baldur’s Gate”.

“C’è un’altra cosa per voi”, continua Shal-Fey, prima di congedarvi. “Nel vostro viaggio non sarete soli”.

Alla soglia dello studio, sulla sommità del Bastione, appare silenzioso un uomo alto quasi un metro e novanta, dalla corporatura asciutta e dai muscoli d’acciaio. Il nuovo venuto accenna un inchino deferente a Shal-Fey e vi scruta con occhi acuti ma che non lasciano trasparire emozioni. I lunghi capelli lisci e neri come il fondo di un pozzo a mezzanotte sono raccolti in una coda di cavallo, ma è il volto che vi colpisce. Vecchie ferite, cicatrizzate, deturpano l’aspetto dell’uomo, esse partono da sotto gli occhi e arrivano al mento.

Mizhar, Quinto Monaco della Rosa Gialla, sarà per voi un fidato e potente compagno nelle prove a venire. Un prezioso alleato come lo è stato per me e per il Bastione dei Cieli. Possa la benedizione di Seluné accompagnarvi sempre nei giorni a venire